Perché chi passeggia con i maiali non andrebbe difeso…

di Valerio Gori

Questo post nasce da una riflessione nata sul blog Distanti Saluti dove Giovanni Fontana, seppure ben lontano dall’essere leghista, si schiera a difesa della protesta del Ministro Calderoli (allora Vicepresidente del Senato) svoltasi attraverso l’utilizzo di un suino sopra il suolo destinato all’edificazione di una moschea.

Per quanto ritenga ammissibile il comportamento provocatorio nei confronti di una religione (così come riterrei ammissibile la vendita di profilattici in piazza S. Pietro) mi viene da riflettere sull’identità e la carica ricoperta dal soggetto in questione. Si tratta pur sempre di un Ministro della Repubblica Italiana che, per questo, dovrebbe essere tenuto a mantenere un comportamento consono al ruolo istituzionale che ricopre. Una azione discriminatoria e dissacratoria – perché è a questo che si riduce il gesto – non dovrebbe essere contemplabile da parte sua.
Il suo fine dovrebbe essere quello di guardare al benessere della società – di tutta la società – e non certo quello di emarginare una parte di questa dal seno istituzionale. Anche prescindendo dallo scostamento che è logico aspettarsi fra mussulmani e Stato Italiano, non sentendosi questi ugualmente considerati e rappresentati, un atto sconsiderato ed unilaterale contro una minoranza religiosa non porterà ad altro che ad un inasprimento delle relazioni fra islamici e non-islamici, minando alla base il processo di integrazione (se mai questo ha interessato qualcuno). L’aumento del grado di xenofobia (per quanto si tratti di xenoi italiani) non si tradurrà certamente in un passo in avanti per la società.

Dal punto di vista puramente politico, per di più, mi riesce difficile immaginare Nazioni a maggioranza islamica o in cui questa sia la religione di Stato che non storcano il naso di fronte ad un esponente del Senato Italiano che si permette di offendere deliberatamente chi condivide la loro fede. Un po’ di lavoro in più per la Farnesina…

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