L’interventismo è vita

di Valerio Gori

L’evoluzione dell’uomo sembra seguire – almeno in parte – il percorso tracciato dalle paure. In tal senso, l’innovazione appare come un contrappasso pre-mortem che l’intelletto pone a bilanciare il possibile avverarsi dei suoi più fondati timori. Volendo portare un esempio pratico, l’anestesia è stato forse il più grande successo raggiunto dalla scienza dell’era moderna non tanto perché permette di operare con maggiore facilità e risultati migliori, ma perché è andato ad eliminare quello che è un terrore condiviso e naturale: quello di provare dolore. Di esempi da aggiungere alla lista, ve ne sono a bizzeffe: la dinamite (eh già, perché gli esplosivi esistevano eccome, ma la sicurezza di non saltare in aria maneggiandoli, no!), il registratore di suoni, la fotografia, ecc. Tuttavia questa serie tratta solamente quelle innovazioni dette tecniche, mentre non ho per nulla considerato quei mutamenti geniali – a volte tanto geniali da risultare persino diabolici – in grado di cambiare la vita delle persone senza montare neppure una vite (per chi non apprezzasse il gioco di parole, sostituire vite con bullone). Strumenti in grado di aumentare il divario fra l’uomo e l’ominide (differenza mai sufficientemente marcata) attraverso la leva del pensiero. Innovazioni non solo artificiali in quanto nate da menti – e relativi problemi mentali – ma anche – e soprattutto – perché intente ad inibire fin quasi ad eliminare l’istinto più naturale, più profondo e più giustificabile dell’intero regno animale: nutrirsi! Eh già. A chi si domanda se tutta questa pappardella serva solo ad introdurre la mia partecipazione alla triste schiera degli addietati, non posso che rispondere di no e di sì. Di no, perché se fosse una pappardella non sarei a dieta, non vi pare? Di sì, perché, effettivamente, è proprio così! In fondo, dovrò pur occupare in qualche modo l’immenso incremento di tempo libero che mi sono trovato a disporre riducendo a livelli da flebo le prime colazioni, colazioni, seconde colazioni, brunch, pranzi, merende, spuntini diurni, cene, supper e spuntini notturni (So perfettamente che molti dei termini sono interscambiabili e che una persona comune in un paese comune consuma in media tre pasti al giorno, ma provate a passare dalla cassata alla galletta di riso soffiato e ditemi se dieci pasti non vi sembrano una giusta compensazione per le calorie discriminate in ben due giorni!)!

Il mio aguzzino tiene un volume del tutto inconciliabile con i principi esposti nel testo – sempre più degno di considerazione – dei Delitti e delle Pene di Cesare Beccaria, nonché con la Convenzione delle Nazioni Unite del 10/12/1984. Un calssico esempio di spreco di cellulosa, uno di quei volumi che non disdegnerei di vedere al bando in ogni Stato liberale, non liberale e persino non riconosciuto internazionalmente (eh sì, Somaliland, sto parlando anche con te!). Un misto di autocontraddizioni, ossimori ed attentati al genere umano. Al confronto, il Mein Kampf meriterebbe di essere declamato nei luoghi di culto! Il titolo? Ricettario Dietetico, opera dell’esecrabile Elio Muti. In quel concentrato di Siberia e Guantanamo, il mio futuro…

Ora che la Casa Bianca ha espresso il proprio disinteresse per le questioni umanitarie all’estero, a chi appellarmi? Con la scomparsa dell’interventismo statunitense, si spegne la fiamma della speranza di tanti poveri sofferenti, a cui i diritti fondamentali sono rinnegati. Mr. Obama, ripensaci!

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