Oggi leggo l’Unità

di Valerio Gori

Come ridacchiava Alessandro vedendomi con una copia dell’Unità fra le mani, tutto intento a leggere, a capire, a ragionare sulle parole scritte da giornalisti di cui non avevo mai sentito neppure il nome. Gli uscivano quasi le lacrime a ricordarmi quanto appena pochi anni fa nessuno avrebbe mai concepito di potermi incontrare, nel cortile della facoltà di matematica della Sapienza, a leggere un quotidiano “di estrema sinistra”.
Sono semplicemente cresciuto obiettavo a quel risolino
No, ho semplicemente vinto io! rispondeva lui.

No, non ha vinto lui. Ho vinto io! Non mi sono mai definito di sinistra. Non quando si parla di sinistra in Italia, perlomento. Lo sarei forse negli Stati Uniti, ma lì è diverso. Fino a poco fa mi ritenevo un liberale convinto. Grazie al Cielo, sono liberale, ma non più convinto. Il dubbio è infatti il migliore pregio che abbia appreso negli ultimi anni. Grazie ad esso non mi accontento di accettare le notizie come vengono e tantomeno le idee e le ideologie per quello che sono. Ogni informazione, ogni punto di vista è messo in discussione. Il blog di un mio amico, sicuramente più intelligente e capace di me, ammonisce:

Questo blog crede nella persuasione – ama le discussioni e chi le fa. Si discute per cambiare idea o per dare la possibilità agli altri di cambiarla. […] E tu? Potresti cambiare idea? Se no, è inutile partecipare alla discussione – hai già deciso di non farlo.

Ci scrivo sempre volentieri ed altrettanto volentieri ho non solamente messo in discussione diverse convinzioni – cambiando spesso idea – ma perfino considerato punti di vista precedentemente sconosciuti. Colgo l’occasione da questo post per ringraziarlo.

Qualche tempo fa discutevo con Martina (anche lei, sicuramente più intelligente e capace di me, per quanto non riesca ad ammetterlo) sull’importanza di avere giornali e giornalisti super partes, oggettivi e privi di palesi orientamenti. Oggi mi sembra un’idea così stupida… L’informazione vive grazie al suo essere varia, di parte. Oggettiva sì, neutrale no! Senza tante voci differenti, chi a difendere Tizio, chi a biasimare Caio e viceversa, come potrei avere quei dubbi di cui sono tanto fiero? Martina non la ringrazio, però, perché l’ho già fatto tante volte. Una in più non avrebbe senso.

Oggi, 8 Luglio 2011, Claudio Sardo ha scritto il primo editoriale come direttore dell’Unità. Mi è bastato un pretesto ed ecco che ne ho acquistato una copia. Sono andato direttamente a leggere il suo articolo: del resto, almeno per ora, non mi interesso. Su alcuni punti non mi sono trovato in accordo con le sue idee, su altri mi è salito un brivido di paura. Altri, però, mi hanno fatto tirare un sospiro di speranza.
Il primo editoriale della Dott.ssa De Gregorio non lo lessi ai tempi (in fondo, erano ancora quelli durante i quali nessuno avrebbe potuto concepire di incontrarmi, nel cortile della facoltà di matematica della Sapienza, a leggere un quotidiano “di estrema sinistra”). Oggi l’ho fatto. Un po’ per capire, per vedere cosa sia davvero l’Unità, quali le differenze fra ieri ed oggi. Un po’ per scusarmi del pregiudizio che le portavo appena tre anni fa.

Apprezzo del Dott. Sardo il non essersi concetrato sul passato. Al contrario della sua predecentrice è entrato nella direzione in un periodo di forti cambiamenti sul piano politico-sociale. Il berlusconismo sembra cammini inesorabilmente verso il tramonto della Seconda Repubblica, la sinistra avanza nel Nord Italia, la Lega si rintana nel populismo secessionista dopo il tentativo di deprovincializzazione degli anni scorsi (che la portò a prendere voti persino al Sud), nascono e crescono partiti e coalizioni a pesca di scontenti, eccetera, eccetera. La penna del Direttore lo mette in chairo: l’Unità guarda al futuro, cerca di capirlo, cerca di raccontarlo e, più importante, cerca di esserne parte. Non per questo dimentica la sua radice storica, eppure non vi si lascia frenare.

Infine, al Dott. Sardo, auguro di non doversi mai contraddire per aver scritto L’Unità non è un giornale di partito. Con la recente polemica sollevata dalla Dott.ssa De Gregorio, che vede la non conformità alle idee suggerite dal veritce del PD come causa della rescissione del proprio contratto, la dichiarazione del Direttore è un segnale forte, di speranza per un’informazione libera, che spero vorrà mantenere. Non sarà certo facile. Il Partito Democratico sovvenziona l’Unità. Nel 2008 il Presidente della Regione Sardegna Renato Soru (PD) comprò la testata. Nel 2009 fu il quotidiano a beneficiare in modo maggiore dei finanziamenti pubblici. Il legame fra l’Unità ed il maggiore partito nazionale di centrosinistra è evidente. Spero perciò che tanto il PD dimostri intelligenza e correttezza nel lasciare che il Dott. Sardo percorra la propria linea liberamente. Allo stesso modo spero che questi, nel caso l’auspicio di cui sopra non si avveri, non dimentichi di quello che ci ha promesso. A noi. Perché oggi, fra i suoi lettori, ci sono anche io.

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