La televisione non è spazzatura: basta cambiare canale

di Valerio Gori

Questo post arriva un po’ in ritardo: difatti il periodo in cui chiunque si sentiva possessore morale di una lettera di corsa che lo spronasse ad inveire contro qualsivoglia palinsesto è ormai passato in sordina. Che poi, la base dei contestatori, era la più varia e divertente, da coloro che contestavano Barbara d’Urso pur non mancando mai all’appuntamento pomeridiano con De Filippi fino a coloro che seguivano l’Isola dei Famosi, pur snobbando il GF (o viceversa). In realtà, non ho mai compreso fino a che punto si trattasse di vera insoddisfazione e quanto di farsi prendere la mano dalla pratica radicata in noi di lamentarci guardando tutto dall’alto. Già, in Italia più ci lamentiamo, più ci sentiamo nella posizione di poterlo fare, e non viceversa. Ogni volta che pensavo a questi arbiter elegantiae, non riuscivo ad evitare di pensare ad una scena cui assistetti in una macelleria della periferia romana, dove,  il proprietario, con pancia, canotta e perfetto accento romanesco (con tanto di voce roca) urlava alla televisione, visibilmente rivolto allo skipper di Luna Rossa “Ao, ma ‘a voj cazza’ ‘sta randa o se famo ‘n tuffetto?”. Chiaro esempio di giudizio tecnico da parte di personale specializzato.

Ormai se ne trovano pochi a scagliarsi ancora contro la tv, come se ci si fosse stancati di ripeterlo, tanto, ormai, si sa che è “spazzatura“. Certo, nel tempo capita che qualcuno rispolveri lancia e Ronzimante e torni a combattere contro lo scempio culturale perpetrato dalla televisione, ma sono casi sempre più sporadici. Come già detto, però, non è che sia cambiato il giudizio: chiedendolo in giro, tutti direbbero la stessa cosa, ovvero che le trasmissioni della tv italiana sono inguardabili (in aperto contrasto con la statistica che, a palmi, li vedrebbe tutti davanti al televisore).

La domanda/risposta rivolta a tutti coloro che pensano che la televisione sia spazzatura: ma avete provato a cambiare canale? In particolare coloro che hanno il digitale terrestre e, perciò, la possibilità di vedere canali come Iris, Rai4, Rai5, La5, etc. ma anche coloro che semplicemente dimenticano che esiste La7. Avete pensato che forse invece che nel dibattito su quale sia il Telegiornale migliore potreste inserire Tg La7 di Mentana e RaiNews24? E che i bei film non si affittano e basta, ma si guardano su La Valigia dei Sogni, Iris, ecc. o che i documentari esistono e sono fatti davvero bene su Missione Natura (sempre La7) o, per chi voglia scoprire i tesori artistici dell’Italia, c0è sempre Note d’Arte (Iris)? Che per guardare senza seguire, ma lasciarsi intrattenere ci sono un’infinità di alternative, dalla cucina di Cuochi e Fiamme ad ah(i)Piroso, a NDP, etc.

Il problema è che IRIS ha uno share più basso dell’1%, La7 ha raggiunto picchi dell’8%, ma si attesta intorno al 3%, contro il 10%-15% (e persino 20%) di Rai e Mediaset. Cambiare canale non solo migliorerebbe l’umore, facendoci scoprire che la televisione, in Italia, è ancora in grado di produrre qualcosa di più che buono, ma costringerebbe le emittenti principali ad adeguarsi al buongusto.

Annunci