Cronaca di una conferenza sulla sicurezza

di Valerio Gori

Cosa fare per limitare la noia dovuta ad una conferenza sulla sicurezza proiettata su un francobollo a dieci metri di distanza e commentata da un povero tizio di Washington tanto privo di vitalità che l’effetto del valium su qualsivoglia soggetto normale sarebbe del tutto comparabile a quello che avrebbe su di lui un’anfetamina? Avendo a disposizione carta e penna penso al gioco dell’impiccato… ma più la conferenza si affossa nella sua monotonia, più mi rendo conto di  desiderare di essere l’omino con il cappio al collo proprio nella fortunata coincidenza nella quale un dislessico si trovi a dover indovinare ARCHIOPTERIX in tre tentativi.

L’impossibile è successo! Non ardivo neppure sperarci, eppure pare che sia proprio così. Sembrerebbe che l’americano in questione (quello talmente noioso che, se si trovasse a fare un’arringa in difesa di una Meredith qualsiasi, dopo cinque minuti giudici, PM e giuria gli darebbero il processo vinto a tavolino, per intenderci) sia collassato, forse vittima dell’effetto soporifero delle sue stesse parole. No. Come non detto… è stato svegliato!

La conferenza procede dunque con la lista delle situazioni di serio pericolo per l’Ambasciata, elencate dal capo della sicurezza quasi a giustificare lo stipendio percepito ogni quindici giorni:

1993. Un bambino cicciottello ruba la merenda ad un bimbo più piccino a 150 metri dall’entrata su via Sallustiana. Tutti i dipendenti dell’ambasciata nel bunker antiatomico.

2004. A mensa, durante la pausa pranzo, un impiegato soffia via lo zucchero a velo da un bignè di S. Giuseppe. Docce anti-contaminazione da antrace si rendono necessarie per tutti i dipendenti (stagisti esclusi, naturalmente).

2009. Un tipo chiama una tipa per dire che un altro tipo/a ha sentito di una bomba fatta a regola d’arte dalle parti di Ottaviano. L’ingresso in guerra contro questo sconosciuto dittatore terrorista era imminente, quando si scoprì che si trattava di ciambella ripiena di crema pasticciera preparata in un forno nei pressi di viale Giulio Cesare. La CIA ha ritenuto mantenere queste informazioni CLASSIFIED.

Inizio a temere che la posizione del suddetto capo della sicurezza possa essere posta in discussione nel prossimo taglio in bilancio richiesto dall’amministrazione Obama. Eppure sembrava aver mantenuto Roma in perfetta sicurezza durante il suo mandato…

Noto che l’aquila che funge da punta dell’asta della bandiera statunitense è sensibilmente più in alto rispetto alla punta dell’asta del tricolore italiano. Si tratta sicuramente di una disattenzione in buonafede, eppure inizio a covare il dubbio che si tratti di uno di quei casi involontari dei quali l’involontario opposto non sarebbe mai capitato…

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