GIORNO 2: A SILENT DELHI

di Valerio Gori

Senza fretta, in un caldo ed a tratti piovoso Lunedì di chiusura musei. Delhi non sembra offrire molto che non possa essere visto in due o tre giorni. Forse sono io a non riuscire a scovarlo, preso dalla voglia di essere stupito ed ammaliato in grande stile. Fattostà che oggi è andata così, a bere the e lassì, magari in un simpatico Turtle Café nel cuore di Khan Market. Nulla a che vedere con ieri sera, quando mangiavamo per strada piatti comprati per 100 rupie (~€1,20) ad un bettolaio qualsiasi (igiene a parte, buonissimi!). Questo locale molto simpatico, sistemato sopra una libreria, offre assaggi da 350 rupie. Fra bevande e cibo gliene abbiamo lasciate 1300. Qualcosa come €20. Non molti indiani possono permetterselo. Forse proprio per questo mi piaceva. Era un qualcosa di strano: un’oasi di pace frequentata da turisti e locali di un certo stile nel mezzo del chiasso di un mercato. Lì dentro ho capito cosa dovessero provare i coloni inglesi nei loro club.

Stamattina, invece, il Lodi Garden. Un parco molto ampio, tranquillo, con fauna e templi e tombe a rendere il paesaggio romantico. Almeno così avranno pensato le decine di coppie di giovani innamorati che qui potevano finalmente trovare la pace da occhi indiscreti, prendersi per mano, abbracciarsi. Forse era solo suggestione, ma giurerei che quando mi guardavano – occidentale e perciò in grado di sfruttare la situazione, il paesaggio romantico e, soprattutto, la voglia di sentirsi appagate che le loro ragazze dovevano avere – beh, vedevo un misto di imbarazzo e fastidio. Ma forse era solo un’impressione. O forse speravano che me ne andassi via e sì che avrebbero sfruttato anche loro la situazione! In quest’ultimo caso, ritengo che i padri delle sovracitate donzelle mi siano debitori! Cosa non si fa per l’onore della famiglia degli sconosciuti…

P.S. Mentre scrivo un pensiero mi turba: ma se gli indiani d’America avessero avuto il clacson, avrebbero comunicato ancora con i segnali di fumo o, in quanto comunque indiani, si sarebbero dati allo strombazzamento incontrollato inventando una sorta di codice morse ancestrale?

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