Il cacciatore di draghi?

Titolo strano per un blog, tanto più per un blog che non ha nulla di fantasy. E allora da dove viene questo titolo? In realtà, da una finta leggenda. Dico finta, perché per quanto la cercassi su e giù per Internet – e se qualcosa esiste deve necessariamente trovare lì un riferimento – non riuscii mai a ritrovarla. Forse per questo mi piace ancora di più…
Si narra che in un luogo senza tempo vi era un cacciatore di draghi. Era l’unico ad aver intrapreso questo mestiere, tramandatogli dal padre così come a questi dal proprio padre e così via per un numero indefinito di generazioni. Da sempre erano stati i paladini degli uomini che si vedevano costantemente minacciati da queste creature terribili e mai sazie di stragi.

Essendo l’unico cacciatore di draghi, il nostro eroe viveva di una vita agiata, colma per metà di avventura e pericolo e per l’altra metà di banchetti sontuosi in suo onore e piacevoli vizi che non mancava di soddisfare. Un giorno nefasto, però, avvenne l’inverosimile: il cacciatore di draghi uccise l’ultimo dei grandi rettili. Accortosi della gravità del suo atto, vedendo gli agi ed i favori scorrere via tanto velocemente quanto il sangue del suo avversario dalle ferite, si accorse di essere, per la prima volta, disoccupato.
Per anni – ma che dico anni, per generazioni – non aveva fatto altro che specializzarsi in come uccidere i draghi. Non era certo capace a fare qualsivoglia altro mestiere. Non è che un cacciatore di draghi diventa falegname così, dall’oggi al domani. I falegnami, siatene ben sicuri, in quei tempi lì, erano falegnami da generazioni. Come competere con tanta esperienza?
Rifletté giorno e notte per un mese intero, prima di trovare una soluzione al problema. Tornò in città e, non potendo più proseguire con il suo vecchio mestiere, aprì una scuola dove insegnare come uccidere draghi.

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